20 anni e non sono ancora morto
02/11/25
02/11/15
13/08/14
Ritorno al futuro
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Giugno
2006. Le elezioni politiche in Italia sfociano nel sangue. Un'insurrezione civile spacca la nazione in due. L'Europa chiude tutte le frontiere e gli italiani si schierano, chi per un polo, chi per un altro. E’ un massacro. Muoiono 20 milioni di persone e nessuna delle due parti riesce ad avere la meglio. La classe politica è decimata e solo chi si trovava fortunosamente all'estero per lavoro, sopravvive. In questo clima l'ONU interviene riportando la pace e bombardando i maggiori epicentri degli scontri e la sagra del tortello di Malalbergo. 2000 e rotti anni di storia dello stivale da ricostruire partendo da zero. Giovanissimi pensatori e filosofi italiani superstiti si ritrovano, un giorno, per discutere su che tipo di nazione dovrà divenire la giovane e rinata Italia. Le proposte che emergono sono interessanti e frutto delle migliori menti della nostra, sopravvissuta, generazione. I - SCIMMIOCRAZIA 300 scimmie vengono chiuse in un'aula parlamentare e degli inservienti vengono incaricati di portare cibo in abbondanza e dei mattoncini di legno con incise alcune parole comunemente usate nel gergo giuridico come "distintamente", "equiparativa", "procedurale". Le scimmie verranno addestrate a prendere i mattoni e a gettarli dentro un foro posto al centro dell'aula. Al piano di sotto un nuovo potere giuridico chiamato "discernitivo" tradurrà il volere delle scimmie in materia legislativa semplicemente aggiungendo articoli e preposizioni alle parole gettate di sotto. Il processo legiferativo e il potere esecutivo sono dunque totalmente apolitici e innocui. Il concetto di bilancio viene applicato introducendo, al posto delle parole, numeri e capitoli sui mattoni. II - DEMOCRAZIA ULTRAASSOLUTA SUPER LEGIFERATIVA DOPPIA™ Un superserver collegato a 12 linee a 100mbit l'una raccoglie, tramite 800 siti web sparsi per il mondo, tutte le leggi che vengono inoltrate da qualunque utente sulla terra. Il tutto avviene senza discriminazione alcuna: donne, uomini, animali e generatori automatici di frasi, possono legiferare tutti. La legge entra in vigore il secondo dopo aver premuto il pulsante "Invia" e non puo' decadere. Le leggi in contrasto vengono applicate in linea temporale: prima la piu' recente e, di somma, in seguito le altre. I giudici e la polizia vengono supportati da terminali portatili da 400Terabyte. Il processo legislativo è assolutamente democratico e privo di costi aggiuntivi se non la manutenzione ordinaria. III - IMPERO REALITY Un cittadino italiano scelto a caso durante una trasmissione televisiva diventa imperatore assoluto d'Italia e gli vengono concessi tutti i poteri. Puo' legiferare alla cazzo di cane o farsi gli affari suoi, mandare a monte l'Italia oppure no. In questo caso il processo legislativo non favorisce nessuna parte politica in particolare e garantisce assoluta trasparenza di intenti, garantendo uno dei requisiti fondamentali per un moderno stato: l'immediatezza. IV - RANDOMCRAZIA QUANTISTICA Un vecchio 386 rotto viene attivato con un programma, buggato, di costruzione di frasi randomizzato grazie a una piccola scheda quantistica, pescando da un dizionario limitato di parole di uso comune contenenti anche errori ortografici piu' o meno grossi. La limitata capacità elaborativa del programma e qualche impostazione di base permettono al processo legislativo di sfornare e rendere esecutiva una legge [tramite un gracchiante beeep] ogni 5 ore. Per ovvie ragioni solamente un 10% delle leggi è attendibilmente applicabile essendo generate in modo assolutamente randomico. Quindi l'intera struttura è alleggerita e gli organi esecutivi [giudici e polizia] possono lavorare senza avere carichi eccessivi di norme da applicare; di contro interverrà una speciale commissione interpretativa della enigmaticità di alcune norme come "cigno che torre quando piove non abbondare in sementi pergiunta pregresse". Voi quale scegliereste se foste nella commissione di filosofi? |
(per non dimenticare)
05/03/12
Due cose che odio e una che no
Il commesso di Footlocker, inteso come specie animale generica, è una cosa che non sopporto. Che se ho voglia di sentirmi preso per il culo non ho bisogno di andare da uno vestito da arbitro di basket, che ti guarda con complicità da amicone con il sorriso finto stampato e poco ci manca che ti dia una pacca sulla spalla dicendo “Bella lì, come butta?”
Butta che mi stai sulle palle, ok?
Odio gli sconti, i tre per due e le megaofferte. Guardo la gente sciamare come al giorno del giudizio davanti agli scaffali e mi chiedo cosa provino quando, una volta tornati a casa, non riconoscono un bagnoschiuma al cocco da uno alla vaniglia.
Le cose hanno un loro prezzo, credo, e quello deve essere. Neanche mi interessa sapere perché mi vendi tre fustini al prezzo di due. Voglio il mio stupido stereo e lo pago il suo stupido prezzo, non un tostapane di più, non un centesimo di meno.
Mi piace vedere persone che sanno fare con facilità cose che agli altri, me compreso, non riesce. Non così bene.
Come quel pilota brasiliano che mio padre decantava, e il suo schianto alla curva del tamburello. E proprio lui, che era il più grande, per farsi ammazzare si è andato a scegliere la curva dal nome più stupido. Il solo fatto che esistano persone così mi rende felice.
E mi piace immaginarle in un momento preciso.
Me lo vedo a bordopista osservare tranquillo i bolidi che sfrecciano, in mezzo agli altri esordienti nervosi, nessuno di loro ha mai preso in mano un volante; poi salire sopra, fare un tempo che tutti si sognano, scendere e togliendosi il casco dire: “Basta così”.
E mi viene da sorridere a pensare che, molti anni dopo, sarà quella stessa macchina a portarselo via.
Butta che mi stai sulle palle, ok?
Odio gli sconti, i tre per due e le megaofferte. Guardo la gente sciamare come al giorno del giudizio davanti agli scaffali e mi chiedo cosa provino quando, una volta tornati a casa, non riconoscono un bagnoschiuma al cocco da uno alla vaniglia.
Le cose hanno un loro prezzo, credo, e quello deve essere. Neanche mi interessa sapere perché mi vendi tre fustini al prezzo di due. Voglio il mio stupido stereo e lo pago il suo stupido prezzo, non un tostapane di più, non un centesimo di meno.
Mi piace vedere persone che sanno fare con facilità cose che agli altri, me compreso, non riesce. Non così bene.
Come quel pilota brasiliano che mio padre decantava, e il suo schianto alla curva del tamburello. E proprio lui, che era il più grande, per farsi ammazzare si è andato a scegliere la curva dal nome più stupido. Il solo fatto che esistano persone così mi rende felice.
E mi piace immaginarle in un momento preciso.
Me lo vedo a bordopista osservare tranquillo i bolidi che sfrecciano, in mezzo agli altri esordienti nervosi, nessuno di loro ha mai preso in mano un volante; poi salire sopra, fare un tempo che tutti si sognano, scendere e togliendosi il casco dire: “Basta così”.
E mi viene da sorridere a pensare che, molti anni dopo, sarà quella stessa macchina a portarselo via.
01/02/10
27/09/09
13/11/08
Andare a pranzo con il Fantasma è da sempre un'esperienza surreale, e lo è per una ragione molto semplice: il Fantasma non parla. O meglio, non è che gli manchi la parola o non ne sia capace; forse la cosa gli costa troppa fatica, non ha niente da dire o crede che in fondo non importi a nessuno e quindi non faccia differenza, ma sta di fatto che semplicemente non lo fa. Inutile dire che la cosa non lo rende molto di compagnia. Risponde a gesti, sorride silenziosamente alle battute, i suoi passi non fanno più rumore. A volte ci vogliono diversi minuti per accorgersi che siete nella stessa stanza, altre volte giri la testa in ascensore e te lo trovi accanto all'improvviso, e alla tua espressione di stupore risponde con un cenno di saluto della testa (se non altro, bisogna riconoscergli che è molto bravo a farsi capire). Non è quindi difficile credere che non sia spesso al centro dell'attenzione; durante un pranzo, però, sono poche le persone con cui preferiresti stare. Niente chiacchiere da salotto, nessun riso forzato alla battuta di turno, solo tu, lui e le portate: una occasione di sedersi con calma ad un tavolo, senza occhiate di circospezione o sensi di colpa, soli con i propri pensieri.
10/10/08
21/08/08
31/07/08
Persone che hanno parlato con Dio
Un gruppo di pescatori di Oslo (Norvegia), preoccupati per la scomparsa improvvisa del loro collega Joakim Karlsson, di solito puntualissimo, riferisce di averlo ritrovato giorni dopo mentre pescava placidamente bevendo birra in compagnia di un signore anziano con indosso vesti michelangiolesche. Nonostante non abbia mai risposto alle loro domande su chi fosse il suo amico, pare che da quel giorno il comportamento di Joakim sia cambiato: è ora l’unico pescatore al mondo che nei suoi racconti con gli amici diminuisce dimensioni e peso delle sue catture.
La signora Judy O’Flannagan di Ballyanosduff (Irlanda), casalinga, racconta di aver udito un tonfo violento nella sua vasca da bagno mentre stava stendendo i panni; sul posto ha trovato un uomo con una folta barba bianca caduto pesantemente sulla schiena. Pare che le uniche cose che abbia detto siano state “Mi scusi, devo aver sbagliato piano esistenziale”.
Il 15enne Jimmy Carter di Pennyville (Minnesota) ha passato una nottata insonne giocando a Counter Strike con Dio. “Non capivo come cazzo facesse, ogni volta che stavo per beccarlo sapeva già in anticipo dove avrei mirato. La prossima volta gli rompo il culo, mi ha promesso una rivincita”.
Dio si è raccomandato di non stare alzato fino a tardi tutte le notti.
Durante un campionato universitario di atletica di Yale, il giovane centometrista Matt Wallace (York, Inghilterra) fu misteriosamente colpito in testa da un cavedano piovuto dal cielo; nella caduta si infortunò ad una caviglia e dovette abbandonare le gare. Mentre aspettava le prime cure mediche in spogliatoio, Matt racconta di essere stato avvicinato da un massaggiatore barbuto con un berretto calcato in testa e vesti lucenti che, dopo averlo guardato, gli ha detto “Scusa, ma avevo scommesso sul numero 7”. Nonostante abbia dovuto per questo rinunciare all’atletica, quell’episodio segnò anche l’inizio della sua relazione con l’ereditiera Joline “Jojo” Johnson, da cui ora aspetta il secondo figlio. “La sua forza d’animo in quell’incidente mi ha commosso, non mi sono mai sentita tanto vicina ad un’altra persona. E’ stato quello a farmi innamorare” ha dichiarato Joline in una recente intervista.
Molti spettatori concordano nel ricordare che, al momento dell’incidente, Matt era in testa.
Il pastore sardo Efisio Collu, già inventore del fortunatissimo antifurto satellitare per ovini OVISAT ™, ha rivelato che la sua nuova tecnica di colorazione della lana direttamente su pecora è nata da una conversazione sulla nascita degli arcobaleni avuta nel sonno con Dio in persona. “Dice di aver dovuto rifare tre Adami prima di capire da dove venisse quella strana colorazione del prototipo” riporta Efisio, “all’inizio pensava di aver dimenticato un calzino in lavatrice durante la Creazione”.
Hidetoshi Yamane, residente ad Osaka (Giappone), ha trascorso un pomeriggio bevendo tè e giocando a shogi in compagnia di Dio. Soddisfatti della partita, hanno poi iniziato una discussione sull’etica e sul significato della vita. Non ci sono purtroppo testimonianze, ma i vicini dicono di aver sentito distintamente il signor Yamane affermare “Mi sembra che tu la faccia un po’ troppo semplice”.
La signorina Julia Klagensfurt, segretaria presso un atelier di moda di Francoforte, racconta che il 20 settembre 2004 Dio ha bussato alla sua porta intorno all’ora dell’aperitivo. Julia non ha comunque aperto la porta. “Sembrava una persona a posto” dice “ma chi si fida con tutti questi extracomunitari”.
Andriy Krustowski, avvocato di Thule (Polonia), stava aspettando in macchina da ormai due ore la moglie di ritorno da un negozio di scarpe quando Dio, impietosito, decise di scendere per fargli compagnia. Stando al racconto di Andriy è però sparito venti minuti dopo, borbottando qualcosa come “Va bene l’eternità, ma qui si esagera”.
La signora Judy O’Flannagan di Ballyanosduff (Irlanda), casalinga, racconta di aver udito un tonfo violento nella sua vasca da bagno mentre stava stendendo i panni; sul posto ha trovato un uomo con una folta barba bianca caduto pesantemente sulla schiena. Pare che le uniche cose che abbia detto siano state “Mi scusi, devo aver sbagliato piano esistenziale”.
Il 15enne Jimmy Carter di Pennyville (Minnesota) ha passato una nottata insonne giocando a Counter Strike con Dio. “Non capivo come cazzo facesse, ogni volta che stavo per beccarlo sapeva già in anticipo dove avrei mirato. La prossima volta gli rompo il culo, mi ha promesso una rivincita”.
Dio si è raccomandato di non stare alzato fino a tardi tutte le notti.
Durante un campionato universitario di atletica di Yale, il giovane centometrista Matt Wallace (York, Inghilterra) fu misteriosamente colpito in testa da un cavedano piovuto dal cielo; nella caduta si infortunò ad una caviglia e dovette abbandonare le gare. Mentre aspettava le prime cure mediche in spogliatoio, Matt racconta di essere stato avvicinato da un massaggiatore barbuto con un berretto calcato in testa e vesti lucenti che, dopo averlo guardato, gli ha detto “Scusa, ma avevo scommesso sul numero 7”. Nonostante abbia dovuto per questo rinunciare all’atletica, quell’episodio segnò anche l’inizio della sua relazione con l’ereditiera Joline “Jojo” Johnson, da cui ora aspetta il secondo figlio. “La sua forza d’animo in quell’incidente mi ha commosso, non mi sono mai sentita tanto vicina ad un’altra persona. E’ stato quello a farmi innamorare” ha dichiarato Joline in una recente intervista.
Molti spettatori concordano nel ricordare che, al momento dell’incidente, Matt era in testa.
Il pastore sardo Efisio Collu, già inventore del fortunatissimo antifurto satellitare per ovini OVISAT ™, ha rivelato che la sua nuova tecnica di colorazione della lana direttamente su pecora è nata da una conversazione sulla nascita degli arcobaleni avuta nel sonno con Dio in persona. “Dice di aver dovuto rifare tre Adami prima di capire da dove venisse quella strana colorazione del prototipo” riporta Efisio, “all’inizio pensava di aver dimenticato un calzino in lavatrice durante la Creazione”.
Hidetoshi Yamane, residente ad Osaka (Giappone), ha trascorso un pomeriggio bevendo tè e giocando a shogi in compagnia di Dio. Soddisfatti della partita, hanno poi iniziato una discussione sull’etica e sul significato della vita. Non ci sono purtroppo testimonianze, ma i vicini dicono di aver sentito distintamente il signor Yamane affermare “Mi sembra che tu la faccia un po’ troppo semplice”.
La signorina Julia Klagensfurt, segretaria presso un atelier di moda di Francoforte, racconta che il 20 settembre 2004 Dio ha bussato alla sua porta intorno all’ora dell’aperitivo. Julia non ha comunque aperto la porta. “Sembrava una persona a posto” dice “ma chi si fida con tutti questi extracomunitari”.
Andriy Krustowski, avvocato di Thule (Polonia), stava aspettando in macchina da ormai due ore la moglie di ritorno da un negozio di scarpe quando Dio, impietosito, decise di scendere per fargli compagnia. Stando al racconto di Andriy è però sparito venti minuti dopo, borbottando qualcosa come “Va bene l’eternità, ma qui si esagera”.
20/07/08
Gli elefanti si svegliano in un mediocre mercoledì nella savana e decidono di morire.
Sono pronti. Non salutano, fanno i bagagli e si incamminano verso la necropoli.
Camminano all'indietro sulle loro orme, guadano fiumi e si arrampicano sugli alberi per depistare la troupe del WWF attrezzata di telecamere, striscioni Coca Cola e McBacon gusto antilope.
Poi si sdraiano accanto alle ossa del bisnonno, e buonanotte.
Alla luce di questi fatti:
1) perchè gli insetti della regione lombarda hanno stabilito la mia cucina come loro cimitero? Prove a sostegno:
- processioni di formiche in abiti francescani intonano Il Signore è il mio pastore
- squadre di ragni attrezzati di carretto raccolgono come monatti cadaveri di coleotteri con zampe all'aria ed espressione estatica
- ieri sera una zanzara invece di pungermi mi ha chiesto di farla sentire donna un'ultima volta
2) oggi ho aperto gli occhi ed ho sentito che dovevo morire, ma salito in macchina la batteria era scarica e non sapevo dove andare
3) Parachutes: stavo pensando di decedere a 33 anni, possibilmente in Palestina.
Padre: no, prima dobbiamo finire di pagare il mutuo della casa.
Sono pronti. Non salutano, fanno i bagagli e si incamminano verso la necropoli.
Camminano all'indietro sulle loro orme, guadano fiumi e si arrampicano sugli alberi per depistare la troupe del WWF attrezzata di telecamere, striscioni Coca Cola e McBacon gusto antilope.
Poi si sdraiano accanto alle ossa del bisnonno, e buonanotte.
Alla luce di questi fatti:
1) perchè gli insetti della regione lombarda hanno stabilito la mia cucina come loro cimitero? Prove a sostegno:
- processioni di formiche in abiti francescani intonano Il Signore è il mio pastore
- squadre di ragni attrezzati di carretto raccolgono come monatti cadaveri di coleotteri con zampe all'aria ed espressione estatica
- ieri sera una zanzara invece di pungermi mi ha chiesto di farla sentire donna un'ultima volta
2) oggi ho aperto gli occhi ed ho sentito che dovevo morire, ma salito in macchina la batteria era scarica e non sapevo dove andare
3) Parachutes: stavo pensando di decedere a 33 anni, possibilmente in Palestina.
Padre: no, prima dobbiamo finire di pagare il mutuo della casa.
09/04/08
09/03/08
Il mondo in edizione Harmony(tm)
Il fatto è che tutto sommato è normale sentirsi speciali. Speciali nel senso di diversi, s'intende, è più una questione di categorie, ci sono i cani, i gatti, gli altri e ci sei tu; solo che mentre i cani restano cani ed i gatti gatti, tu per gli altri diventi gli altri mentre gli altri per sè restano diversi da te, probabilmente speciali per sè.
A peggiorare le cose ci si mette poi la vanità. Perchè se sei tanto speciale, in qualche modo lo dovrai pure tirare fuori; qualcuno forse la chiamerebbe autostima. Solo che farlo è più difficile di quanto sembri.
C'è chi si cerca un modello, un ideale, un'immagine. Si ripetono che è nei piccoli spazi di manovra che ci sono permessi che emerge il proprio io, ma alla lunga i più per stanchezza o sfiducia ne restano invischiati. Nella loro bulimia mandano tutto giù senza masticare. Mangiano Gould, e sputano "il pianista psicotico". Mangiano Van Gogh, e sputano "quel frocio pazzo che si è tagliato un orecchio". Mangiano Bukowski, e sputano "quell'ubriacone che beveva, scopava e non faceva un cazzo tutto il giorno" (beh...).
C'è anche chi prova con le rivoluzioni, prendendo di mira qualche cosa di abbastanza grande da abbattere, ed all'inizio di cose grandi che valga la pena abbattere ce ne sono. Man mano che abbattono però, le cose grandi cominciano a scarseggiare; allora rivolgono i loro picconi ai cocci più grossi che riescono a trovare e si abituano a chiamare rivoluzioni cose meno dignitose come abbattere delle macerie. Perchè in fondo deve essere una bella cosa, trovare se stessi nell'abbattere.
Il problema è che alla fine quelle che gli restano non sono nemmeno macerie, ma soltanto sabbia. Sabbia e aspettative.
A peggiorare le cose ci si mette poi la vanità. Perchè se sei tanto speciale, in qualche modo lo dovrai pure tirare fuori; qualcuno forse la chiamerebbe autostima. Solo che farlo è più difficile di quanto sembri.
C'è chi si cerca un modello, un ideale, un'immagine. Si ripetono che è nei piccoli spazi di manovra che ci sono permessi che emerge il proprio io, ma alla lunga i più per stanchezza o sfiducia ne restano invischiati. Nella loro bulimia mandano tutto giù senza masticare. Mangiano Gould, e sputano "il pianista psicotico". Mangiano Van Gogh, e sputano "quel frocio pazzo che si è tagliato un orecchio". Mangiano Bukowski, e sputano "quell'ubriacone che beveva, scopava e non faceva un cazzo tutto il giorno" (beh...).
C'è anche chi prova con le rivoluzioni, prendendo di mira qualche cosa di abbastanza grande da abbattere, ed all'inizio di cose grandi che valga la pena abbattere ce ne sono. Man mano che abbattono però, le cose grandi cominciano a scarseggiare; allora rivolgono i loro picconi ai cocci più grossi che riescono a trovare e si abituano a chiamare rivoluzioni cose meno dignitose come abbattere delle macerie. Perchè in fondo deve essere una bella cosa, trovare se stessi nell'abbattere.
Il problema è che alla fine quelle che gli restano non sono nemmeno macerie, ma soltanto sabbia. Sabbia e aspettative.
14/02/08
26/01/08
Studio, venerdì, ore 17.xx
La procreatrice ritorna a casa con 8 chili di spesa, 7 ore di lavoro e 2 anni di meno.
Appena si affaccia alla porta dello studio, il suo sguardo cade su di me e perde ogni espressione e calore.
Pausa.
"Hai buttato la spazzatura?"
Distolgo l'attenzione dal mio fitto programma di campo minato pomeridiano, corrugo le sopracciglia, "no".
Sostengo lo sguardo.
Un cespuglio spinoso rotola sospinto dal vento, ma nessuno dei due fa un movimento.
Silenzio.
Sostengo lo sguardo.
L'aria nei tre metri che ci separano è talmente tesa che ci si potrebbero appendere i cappotti.
La domestica passa l'aspirapolvere tra le nostre gambe e noi alziamo alternativamente i piedi, senza distogliere lo sguardo. Fuori, le nuvole si spostano verso ovest.
Ci fissiamo.
Due tizi con il passamontagna passano nel mio campo visivo per poi ritornarci subito dopo con il lettore dvd sottobraccio, dirigendosi senza fretta verso la porta.
Si accendono i primi lampioni. Le molecole d'aria sfrigolano e le lenti degli occhiali cominciano a risonare.
Si gira lentamente, e mentre esce la sento sospirare "dove ho sbagliato?"
Più tardi, rientrando a casa il capofamiglia nota dei profondi segni di unghie sulla porta.
La procreatrice ritorna a casa con 8 chili di spesa, 7 ore di lavoro e 2 anni di meno.
Appena si affaccia alla porta dello studio, il suo sguardo cade su di me e perde ogni espressione e calore.
Pausa.
"Hai buttato la spazzatura?"
Distolgo l'attenzione dal mio fitto programma di campo minato pomeridiano, corrugo le sopracciglia, "no".
Sostengo lo sguardo.
Un cespuglio spinoso rotola sospinto dal vento, ma nessuno dei due fa un movimento.
Silenzio.
Sostengo lo sguardo.
L'aria nei tre metri che ci separano è talmente tesa che ci si potrebbero appendere i cappotti.
La domestica passa l'aspirapolvere tra le nostre gambe e noi alziamo alternativamente i piedi, senza distogliere lo sguardo. Fuori, le nuvole si spostano verso ovest.
Ci fissiamo.
Due tizi con il passamontagna passano nel mio campo visivo per poi ritornarci subito dopo con il lettore dvd sottobraccio, dirigendosi senza fretta verso la porta.
Si accendono i primi lampioni. Le molecole d'aria sfrigolano e le lenti degli occhiali cominciano a risonare.
Si gira lentamente, e mentre esce la sento sospirare "dove ho sbagliato?"
Più tardi, rientrando a casa il capofamiglia nota dei profondi segni di unghie sulla porta.
20/01/08
L'anno bisesto lascia i suoi primi presagi oscuri. Punto primo, ultimamente non sto più scaricando niente da internet. Punto secondo, aggiorno il blog. Punto terzo, ho ripreso a leggere con una qual certa, demoniaca dedizione; per due mesi, solo etichette dello shampoo e cartelli sull'autobus, poi dopo capodanno un cauto riavvicinamento. Adesso, Pynchon, Roth ed Ende contemporaneamente, non chiedete come. So solo che alla sera mi sanguina il naso.
Una sola richiesta: se nelle prossime settimane dovessi morire in modo buffo, tipo per sovraccarico, fatemi una cortesia. Fate una espressione contrita davanti al reporter di Studio Aperto, poi, alla fatidica domanda, sorridete in telecamera. E dite che ero uno stronzo.
"Un ragazzo a modo quello? No no, io lo conoscevo bene, era un vero bastardo."
Una sola richiesta: se nelle prossime settimane dovessi morire in modo buffo, tipo per sovraccarico, fatemi una cortesia. Fate una espressione contrita davanti al reporter di Studio Aperto, poi, alla fatidica domanda, sorridete in telecamera. E dite che ero uno stronzo.
"Un ragazzo a modo quello? No no, io lo conoscevo bene, era un vero bastardo."
24/12/07
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